Paolo Volponi

Caro Guerrazzi

Invece tu, Caro Guerrazzi, sei tutto meno che un emarginato, un chierico vagante, un corridore facile; tu vuoi stare dentro la tradizione tanto che hai tutta la carica e la volontà dell’autodidatta, le quali appunto proprio alla tradizione appartengono e mirano, anche se la sentono e vivono in un loro modo particolare, ritagliato e battagliero, ne assumono la struttura e i metodi, anche se in genere tendono a modificare il corso e i fini. Tant’è vero che l’autodidatta usa per principio le forme ufficiali sopra quelle correnti nel sociale, per esempio la lingua sopra il dialetto. Rischia molto, è vero, l’integrazione, ma questo non è il problema che ci interessa ora. E tu, da autodidatta, ti metti a dipingere nel modo più corretto possibile secondo i canoni della tua cultura, uno scorcio già fissato e storicizzato, già mostrato.
Per prima cosa ti metti a disegnare, dividendo lo spazio in piani e dimensioni secondo la prospettiva che conosci bene. Poi disegni le figure nella loro identità, come nel loro ruolo e movimento. Indi prosegui con i colori di fondo, poi con quelli di ritocco e di seguito con quelli che debbono dare corpo, vivacità, luce. Vai avanti con i pennelli di diverso spessore e alla fine usi quelli più sottili; dei mezzi toni per le sfaccettature del vero e quelli più morbidi per le velature, impasti e distinzioni tra i vari rapporti.

Ma questo è invece l’aspetto minore, perché il suo carattere come la sua essenza potrebbero sparire anche attraverso l’assorbimento dentro la forma e la materia, ormai permeabili e prensili anche se rigidi della tradizione, cioè della cultura dominante.
Ma il tuo rancore, dici tu con i tuoi quadri di denuncia, non può essere assorbito, sarà sempre un agente di lotta e di libertà. Io voglio crederti Guerrazzi, per questo desidero discutere con te anche per cercare insieme qualche avvertimento che possa consentirti di andare avanti con maggiore utilità. Posso convenire con te sulla denuncia, ma non sono altrettanto convinto di te, perché i modi in cui essa è fatta ed esposta sono ininfluenti. Se i modi sono vecchi resta vecchia e quindi piuttosto stemperata anche la denuncia. So anche però che non si tratta di lavorare solo sui mezzi e i modi, perché questi per conto loro possono cadere nell’inerzia e nell’ozio, più che non l’intenzione di novità esercitata solo in modo tradizionale.


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