Genova è stata un crocevia per molte età storiche, per diverse stagioni politiche e di costume; lo è stata anche per quel fenomeno, molto italiano e tanto ancora sconosciuto, del terrorismo delle Brigate Rosse. Stefano Bigazzi e Vincenzo Guerazzi con il romanzo ‘Il compagno sbagliato’
-edizioni Mursia-http://www.mursia.com/romanzi_mursia/compagno_sbagliato.html
ci aiutano ad addentrarci in quella storia con un racconto che vede Genova, appunto protagonista, insieme a personaggi emblematici.
C’erano in quell’epoca molti ‘compagni che sbagliavano’: erano coloro che dicevano di non stare ‘né con lo Stato né con le BR’; erano compagni attratti da un sogno rivoluzionario che si scontrava con una realtà fossilizzata da un sistema democristiano che come una palude frenava ogni spinta di cambiamento sociale. Il personaggio del libro è invece un compagno sbagliato, un idealista comunista che pagherà per tutti.
A raccontare questa storia sono Stefano Bigazzi, giornalista di ‘Repubblica’ e Vincenzo Guerrazzi, artista pittore operaista e scrittore...forse la fusione delle ‘quattro mani’, con cui è stato scritto questo libro, si ritrova nell’impostazione classista e cronachista. Troviamo così la lotta di classe e la realtà quotidiana; la visione materialistica storica e quella minuta dei sentimenti personali. Un amalgama interessante.
E’ da tempo che la formula del romanzo, e specificatamente del noir, sono divenuti lo strumento per descrivere la cronaca storica di avvenimenti mai approfonditi abbastanza; c’è per molti periodi storici italiani una sorta di rimosso, di una uscita dai fatti veloce e superficiale, che come insegna la psicoanalisi se non risolti ritornano. Questo libro: ‘Il compagno sbagliato’ aiuta a ricordare e ad entrare nell’atmosfera di quell’epoca vivendone le paure, gli atteggiamenti, i sentimenti; una sorta di indagine sociologica fatta con dei protagonisti emblematici ed essenziali fra cui spicca il protagoniata: Luca Quartullo, il compagno sbagliato. Già, un compagno diverso, un compagno idealista che sapeva di sbagliare non come gli altri…i compagni che sbagliavano, ma perché lui stesso si sentiva sbagliato.
Per chi ha vissuto quel periodo storico della metà anni ’70, non faticherà a riconoscere quel clima; per gli altri, semplicemente per i giovani di oggi, questo libro li aiuterà a comprendere la storia: la storia di un periodo ancora oscuro della nostra Repubblica italiana sempre attenta a non farsi mancare niente in tema di misteri. Quegli anni si definirono ‘anni di piombo’, non solo per il richiamo alle pallottole sparate per uccidere giornalisti, giudici, avvocati, poliziotti, compagni operai e, con metodi mutuati dalle vendette mafiose, parenti di pentiti (il fratello di Patrizio Peci), anche per la pesantissima repressione e grigia atmosfera che investì la gioventù di quella generazione.
Insieme al protagonista, Luca Quartullo, nella storia troviamo la bella borghese Floriana Della Valle, il commissario Antonio Sita, i compagni, i suoi compagni del collettivo e altri numerosi comprimari, tutti a delineare i vari passaggi di un caso d’omicidio, che innescherà il dramma della caduta dei sogni…
Allora tutto potrebbe essere una prova per riscoprirci compagni. Compagni veri.